Presentazione della Rubrica “Ti dono una ferita”

 

Nel corso della mia formazione, alcuni maestri mi hanno impartito una lezione che la pratica clinica mi conferma ogni giorno: nessuna categoria diagnostica, per quanto minuziosamente descritta ed articolata, può rendere giustizia alla complessità del vissuto umano della persona che “soffre” un sintomo o una patologia.
Nessuna esperienza, soprattutto di dolore, è uguale ad un’altra e talvolta resta inesprimibile anche per chi la vive in prima persona. È per questo che a volte le canzoni, le poesie, la letteratura, le serie tv, ci aiutano a dare voce a quello che sentiamo e che non sappiamo definire e raccontare. Ritrovarsi nelle parole degli altri a volte conforta e illumina sulle possibili soluzioni. Altre volte, semplicemente, ci fa sentire meno soli.

L’idea di questa rubrica nasce dalla convinzione che ogni psicopatologia abbia a che fare con l’amore: con quello ricevuto, troppo o troppo poco; con quello donato, sotto forma di sintomo e sofferenza (perché ogni sintomo ha sempre una funzione); con quello che bisogna ritrovare, verso se stesse/i, per ricominciare a vivere.
E dove c’è amore c’è sempre una ferita, che duole, che guarisce, che a volte si riapre, di cui in ogni caso resta una cicatrice che può farci sentire più forti o più fragili.

Questa rubrica è dedicata a voi: a chi vorrà raccontarsi e raccontare le proprie ferite, condividendole – appunto – come doni d’amore, e a chi nel riceverli si sentirà meno sola/o.

 

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