Un rito per salutare l’anno vecchio ed accogliere il nuovo

Ci avviciniamo alla fine dell’anno e questo per molte persone è un momento di bilanci e buoni propositi. Non che in altri momenti non si facciano gli uni e gli altri ma, si sa, la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo sono spesso occasioni in cui ci si guarda indietro e si guarda avanti. Per molte persone questo si accompagna a sentimenti negativi, di rimpianto o rimorso, per altre invece è un momento di entusiasmo e propositività.

E’ in ogni caso un momento di passaggio, un’occasione simbolica per fare il punto su di sè e la propria vita. Che per te lo sia oppure no, ho pensato di offrirti un piccolo spunto di riflessione, con annesso esercizio per lasciare andare il vecchio e abbracciare il nuovo. Questo perchè spesso i momenti di passaggio hanno bisogno di piccoli riti per essere più efficaci.

Il rito che ti propongo si basa sulla ri-conoscenza.

Riconoscere, dal latino recongnoscere, letteralmente: conoscere di nuovo.

Ciò che spesso ci trattiene nel passato e ci impedisce di andare avanti è legato a ciò che non possiamo cambiare e che non è andato come desideravamo. I rimorsi e i rimpianti sono delle grandi sabbie mobili che possono imbrigliarci anche per tutta la vita. Queste sabbie mobili si nutrono spesso di malinconia, delusione, senso di ingiustizia, rabbia, a volte addirittura rancore. Sono sentimenti che alimentano la tendenza a guardarsi indietro, come se rimuginare su ciò che è stato avesse il potere di cambiarlo. Questo non è possibile. A Napoli c’è un detto bellissimo traducibile in italiano con: “se non puoi tornare indietro, cerca almeno di andare meglio avanti“.

Spesso i sentimenti negativi che alimentano rimorsi e rimpianti sono legati agli altri, a qualcuno che non ci ha amato, che ci ha ferito, che non ci ha compreso, che ci ha ingannato. Ma sotto sotto, la mia esperienza di psicoterapeuta me lo insegna, ciò che in fondo ci trattiene è legato a noi stessi: anche quando sei arrabbiato con qualcuno o deluso da qualcosa, in fondo è di te che non sei contento. Forse perchè hai permesso a quella persona di farti del male, ti sei fidato troppo, hai dato troppo, non hai saputo cogliere quell’occasione.

Quando ci sentiamo in credito con gli altri e con la vita, perchè abbiamo sofferto, finiamo per vivere sulla difensiva anche le nuove opportunità e le nuove relazioni. E se ci arriva qualcosa di buono, il rischio è di non riconoscerlo davvero per ciò che è. Ecco che, mentre ci auguriamo che le cose vadano in modo diverso, restiamo bloccati in pensieri ed emozioni che di fatto ci impediscono di abbracciare il nuovo.

Il rito di passaggio che ti propongo, attraverso la pratica della consapevolezza e della ri-conoscenza, ti stimolerà a:

  • ritrovare la tua parte di responsabilità nelle cose che ti trattengono nel passato
  • individuare ciò che di buono c’è (e c’è sempre, bisogna solo cercare)
  • individuare un solido appiglio, in te, dal quale ripartire.

E’ una pratica di consapevolezza e riflessione che può aiutarti a ri-conoscere il potere che hai nella tua vita.


Istruzioni

Per farlo, ti serve: un momento tutto per te, un foglio, una penna.


PRIMA PARTE

Quando avrai la calma che ti serve per fermarti a pensare, procedi e scrivi.

1. Riconoscere un errore

Pensa all’anno appena trascorso. Pensa alle cose che credi di aver sbagliato, pensa alle persone con cui hai sbagliato. Possono essere familiari, conoscenti, amici, puoi essere Tu. Pensa a quali errori senti che ti stai trascinando dietro, a quelli che alimentano i sentimenti di cui parlavo prima e che ti trattengono nel passato. Non importa che siano rapporti che ci sono ancora oppure no. Individua un tuo errore che pesa sul tuo cuore. Scrivilo sul tuo foglio.

2. Riconoscere un dono ricevuto

Pensa all’anno appena trascorso. Pensa a ciò che ti è stato donato. Può essere un dono materiale, può essere un’attenzione, supporto, un’esperienza, qualunque cosa che senti ti sia stata utile, piccola o grande che sia. Individua qualcosa per cui puoi essere grato. Scrivilo sul foglio.

3. Riconoscersi un merito

Pensa all’anno appena trascorso. Guardati indietro e pensa alla strada che hai percorso. Agli ostacoli, ai momenti no, alla fatica a volte di stare a galla, ai momenti di allegria, a ciò che hai realizzato o immaginato. Pensa a tutto quello che hai vissuto durante l’anno. Ora riconosciti un merito. Non pensare solo agli obiettivi che avevi, averli realizzati non è l’unica misura dei tuoi meriti. A volte provarci è la sfida più grande, a prescindere dal risultato. Individua un merito, qualcosa che hai fatto e per cui puoi dirti bravo. Scrivilo su un foglio.


SECONDA PARTE

Puoi passare alla seconda fase. Libera le tue parole.

1. Fai le tue scuse alla persona a cui senti di doverle. Se è viva, chiamala, scrivile, affranca un biglietto e spediscilo. Se è morta, vai a trovarla al cimitero e diglielo, se non ne hai la possibilità cerca una sua foto o un suo ricordo e pronuncia le tue scuse ad alta voce. Se le scuse devi farle a te, prova a pronunciare le parole davanti allo specchio.

2. Dici grazie alla persona a cui senti di essere grata, dille perchè è stato importante per te ricevere il suo dono. Esattamente come hai fatto per le scuse, non farti fermare dal fatto che la persona sia morta o lontana.

3. Rileggi ad alta voce ciò di cui ti rendi merito. E ora individua qualcosa con cui puoi premiarti. Non deve per forza essere un oggetto da comprare, anzi. Pensa a qualcosa che ti faccia piacere, anche piccolo: vedere quel film al cinema, cinque minuti tutti per te, ascoltare una canzone che ti piace, fare il giro del mondo. Insomma, non è importante il cosa, ma il perchè: fallo per premiarti del merito che ti sei riconosciuto.

Spero di esserti stata utile. Lascia andare e abbraccia il nuovo. Fallo al tuo fianco!

Buon inizio di anno nuovo!

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