Dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva (o love addiction) è un disturbo della sfera emotiva e relazionale caratterizzato dalla totale ed assoluta dedizione nei confronti della persona amata, a discapito dei propri spazi di indipendenza e di tutto quello che non riguardi il partner e la relazione con lui, anche quando si tratti di relazioni violente, dolorose o fredde.

La dipendenza affettiva si esprime a diversi livelli, con caratteristici sintomi a livello cognitivo, emotivo e comportamentale, come questi:

  • pensiero costantemente centrato sull’oggetto d’amore
  • idealizzazione della persona amata
  • preoccupazione costante di perdere il partner
  • senso di vuoto, abbandono e solitudine
  • sbalzi d’umore
  • comportamenti di controllo del partner (es. frequenti messaggi e telefonate) e intensa gelosia
  • costante stato d’attesa e difficoltà a prendere decisioni
  • continui tentativi di assecondare e compiacere il partner, nel tentativo di ricevere attenzione o approvazione
  • perdita dell’autostima

Talvolta la dipendenza affettiva si associa ad altre patologie quali disturbi dell’umore, depressione, ansia, disturbi del comportamento alimentare, disturbi del sonno, ritiro sociale, impulsività, percezione di sè negativa o disgregata.

La via d’uscita dalla dipendenza affettiva è una psicoterapia individuale, basata sugli studi della letteratura scientifica e personalizzata.

Nel mio lavoro con la dipendenza affettiva uso un protocollo terapeutico che ho messo a punto nel tempo e che si basa su dati di ricerca e letteratura scientifica. Ogni intervento è anche sempre personalizzato, perchè ogni persona è unica, come lo sono le sue emozioni, la sua storia ed il suo percorso terapeutico.

La terapia della dipendenza affettiva aiuta la persona a gestire la propria dipendenza, comprendere le origini del suo problema, ricostruire l’autostima e il senso di valore personale.

A volte integro il protocollo terapeutico per la dipendenza affettiva con interventi specifici per il trattamento del trauma da narcisismo e/o sindrome da abuso narcisistico quando la persona sia o sia stata vittima di una relazione affettiva con un partner “narcisista perverso“.

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Nel lavoro con le vittime di abusi emotivi o abusi narcisistici, il tema della colpa è sempre presente. Spesso la persona si sente responsabile di aver causato i comportamenti di abuso. Ci vuole molto lavoro per scardinare questa idea che a volte è profondamente radicata nella persona (in genere viene da lontano, dal passato meno recente). ☝️Ma c'è un'altra colpa che subito dopo affligge la vittima di abusi emotivi/fisici/narcisistici: la colpa di aver permesso all'altro di abusare di lei. Questo sentimento alimenta una profonda rabbia e delusione diretta verso di sé: la persona si dice "stava a me impedire quello che è successo, non dovevo permetterlo, per cui è colpa mia se l'ho subito per tutto questo tempo". 🌸Abbiamo sempre la responsabilità verso noi stess* e questo dovrebbe sempre tradursi nel rispetto verso di sé, nel preservarsi, nel mettere un limite a chi ci tratta male. Ma c'è un enorme MA. ⚠️Esiste anche sempre una responsabilità verso gli altri: siamo responsabili di non ledere e fare del male alle persone. Non tutto è lecito. Nessun comportamento abusivo è lecito. Che tu lo abbia subìto o meno, che tu ti sia ribellata o meno, non fa differenza: nulla cambia la natura di un comportamento abusivo, violento. 🤚A nessuno piace essere umiliato e maltrattato. Se non sei riuscito a sottrarti a forme di violenza e abuso NON è perché sotto sotto ti piaceva. Ti ha mosso la paura, l'annichilimento, la sensazione di meritartelo, ti avranno spinto mille motivi diversi MA nemmeno uno di questi ha reso o renderà mai lecite le violenze e gli abusi.

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